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Con il babywearing è possibile costruire un rapporto solido e sereno col proprio bambino, e al tempo stesso essere più libere e indipendenti,

Babywearing: cos’è

Cos’è il babywearing? Qual è il significato del termine “babywearing”? Come si inizia a portare il proprio bambino?

Partiamo dalle basi, e vediamo di fare un po’ di chiarezza…

Il babywearing è il termine inglese per definire “la pratica del portare i bambini” e consiste nell’indossare una fascia o un altro tipo di supporto che permetta di “portare addosso” il proprio bambino.

Ma il babywearing non è solo un modo comodo per trasportare il proprio piccolo.

Infatti è una pratica che rispetta la fisiologia del bambino e il suo sviluppo osteo-articolare. Inoltre, offre numerosi benefici anche dal punto di vista psicologico ed emotivo.

Curiosa di sapere qualcosa di più su questa tecnica?

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Babywearing: un po’ di storia

Lo sapevi che già nell’antichità le donne portavano i propri bambini?

Infatti, per le nostre antenate il babywearing era indispensabile per accudire i propri figli.

Questa tecnica si è rivelata così efficace, che praticamente tutte le civiltà l’hanno adottata, dai nativi americani agli africani, dai cinesi agli europei.

Sì, anche le nostre ave portavano i loro bambini, soprattutto in campagna.

È stato solo nel’800 che le cose sono cambiate, con l’avvento della carrozzina e dell’industrializzazione. Le donne hanno iniziato a lavorare fuori casa, in luoghi dove non era possibile portarsi appresso i propri figli.

Così le mamme hanno iniziato ad abbandonare sempre più la cultura ad alto contatto (partorire in casa, contatto corporeo col bambino, allattamento a richiesta, dormire insieme, ecc.) passando alla cultura a basso contatto come quella in cui viviamo oggi. Dove si nasce in ospedale, l’allattamento è minimo, e dove il bimbo ha il suo lettino e la sua stanza.

Ma poi negli anni 70 le cose hanno iniziato a cambiare grazie a una coraggiosa donna tedesca.

Nel 1972 Erika Hoffmann si è ritrovata madre di 4 bimbi piccoli, rendendosi così conto che non poteva farcela ad accudirli tutti contemporaneamente. E lì le venne l’idea.

Si ricordò della fascia proveniente dal Sud America che le era stata regalata, e la usò per portare una delle ultime nate.

In breve tempo si iniziò a parlare di lei sui giornali locali, e via via la notizia si diffuse, tanto che le mamme tedesche iniziarono a chiederle una fascia anche per loro.

La donna diede così vita a Didymos, la prima azienda di fasce europee, e si dedicò a diffondere le tecniche di legatura tramite corsi ed eventi.

È grazie a lei se oggi il babywearing è diffuso in tutto il mondo.

Come iniziare a portare il tuo bambino

Come dicevamo, con il babywearing è possibile costruire un rapporto solido e sereno col proprio bambino, e al tempo stesso essere più libere e indipendenti.

Ma come si fa a imparare la tecnica del babywearing?

Quali sono i supporti più adatti al tuo caso specifico?

A queste e ad altre domande posso rispondere io.

Essendo una Consulente del Portare®, posso insegnarti come portare il tuo bimbo nel modo corretto, aiutarti a scegliere i supporti migliori, e guidarti in tutta la meravigliosa fase che va dalla nascita del tuo cucciolo fino ai primi anni di vita.

Infatti non mi limito a spiegare la tecnica, ma ti insegno a essere più consapevole.

Portare in fascia è qualcosa di molto profondo e 2 volte su 3 non basta aver legato bene, bisogna anche aver tenuto conto di cosa sente il bambino (per come è lui e per come è stato il parto) e cosa senti tu (paure, difficoltà fisiche, sentimenti contrastanti verso il bambino, timore del giudizio esterno, ecc.).

Ecco perché non si può imparare il babywearing guardando un video su YouTube.

Rischieresti di copiare e basta, senza capire perché il tuo bambino si lamenta o perché con quella legatura non sei comoda.

Io faccio due grandi cose che il video non fa: rispondo alle tue domande e ti do gli strumenti per imparare a correggere gli errori, guidandoti a un vero apprendimento.

Solo così sarai certa di comprendere appieno la tecnica e usarla nel modo corretto.

Se vuoi saperne di più sui servizi e corsi che offro, dai un’occhiata alla pagina dei servizi: